BIBLIOTECA lab3M sintesi del lavoro seconda parte

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(...continuo qui perché non riesco a pubblicare tuute le immagini in un solo post) 
Ho poi deciso di cambiare la libreria del progetto per averne una modulare, che quindi potessi usare come libreria da parete (in diverse misure) e come libreria bassa. Nella famiglia ho quindi disegnato la libreria assegnandole parametri di misura, poi ho creato i tipi di famiglia parametrizzando gli elementi con parametri di visibilità di tipo y/n.
ILLUMINAZIONE
Per l’illuminazione artificiale sono partita dalla famiglie di lighting fixture per modellare il corpo illuminante. In queste ho nidificato le famiglie già create dell’apparecchio (lampada da terra e lampada da soffitto). La lampada da terra era già suddivisa in tre tipi di famiglie, e non sono riuscita a mantenerli nel file del corpo illuminante, ma ho dovuto salvare tre differenti file per i tre tipi di apparecchi (lampada rossa, gialla e nera). Inserendo nel modello le luci ho scelto il tipo di famiglia con la potenza luminosa maggiore perché la luce artificiale fosse percepibile anche in rendering con luce mista naturale-artificiale.
Sul soffitto ho due file continue di apparecchi illuminanti con ottica opalina e due bocchette lineari (madel, MLT-MINI) per il condizionamento dell’ambiente. Alle luci ho assegnato un materiale con self-illumination, alle bocchette l’alluminio. Non ho modellato le fessure delle bocchette per non appesantire eccessivamente il modello.
FASI
Tutto il progetto è stato suddiviso in 3 differenti fasi (già concepite nel momento della determinazione degli elementi costruttivi) : rustico, new construction, arredo.
RENDERING
Infine, dal modello, come mi ero ripromessa dall’inizio, sono riuscita ad estrarre delle viste del mio ambiente di approfondimento e dell’esterno.
CONCLUSIONI
Ho usato Revit quest’anno per la prima volta su questo progetto, già iniziato lo scorso anno in Autocad. Quello che più ho trovato interessante nel confronto trai due software è che Revit, diversamente da Autocad, richiede necessariamente una consapevolezza costruttiva tridimensionale che, prima ancora di permettere una corretta rappresentazione, guida ad una giusta progettazione dell’oggetto architettonico. Per quanto non sia un programma semplicissimo da usare in tutte le sue potenzialità, permette immediatamente una visione d’insieme con cui confrontarsi e attraverso la quale operare scelte progettuali. La parametrizzazione e la sua immediata raffigurazione permettono di sperimentare contemporaneamente soluzioni spaziali differenti, il disegno è progettazione.

Gruppo di lavoro:
francescabottaro



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