e nell'attesa... un nodo 3D! (famiglie nidificate, visibilità, materiali, sweep...) PARTE 1

 
In attesa di cominciare a lavorare a qualcosa di specifico per l’esame, cui comincerò a lavorare presto, volevo condividere con voi il lavoro fatto per la costruzione di questo nodo trave-pilastro in 3D, che era richiesto per l’esame del Prof. Nuti.
L’obbiettivo della rappresentazione tridimensionale era quello di capire bene come si incastrassero i ferri degli elementi in cemento armato fra loro, controllando che non ci fossero sovrapposizioni e intersezioni fra le geometrie, impossibili nella realtà.
Ho pensato che la cosa migliore da fare era utilizzare revit, visto che mi consentiva di nidificare più famiglie tra loro e parametrizzare tutte le dimensioni.
 
Ho iniziato con la famiglia delle staffe, elemento primario che sarebbe stato presente nelle due travi e nel pilastro, con dimensioni diverse di volta in volta. In più come si vede dall’immagine precedente, le travi sono a L e a T, e quindi hanno due tipi di staffe di dimensioni diverse.
 
 
Le staffe girano tutto intorno ai ferri longitudinali, e si vanno a ripiegare sullo stesso ferro da cui sono partite. Ma le due piegature devono stare su due piani diversi!
 
Per prima cosa mi sono costruita una base di piani di riferimento e parametri dimensionali che costruisse virtualmente la trave all’interno della quale sarebbe stata la staffa. Nei parametri sono già presenti le dimensioni della trave, del copriferro, il diametro dei ferri longitudinali, visto che tutte queste dimensioni vanno ad influenzare la dimensione della staffa. In particolare, il diametro dei ferri longitudinali, intorno ai quali la staffa gira, serve a determinare il raggio di curvatura delle piegature delle staffe.
Averlo parametrizzato significa che se io volessi cambiare i ferri longitudinali, metterli magari più spessi, la forma della staffa cambierebbe in automatico
 
 
Dopo aver inserito tutti i parametri, per rappresentare la staffa ho disegnato una linea di riferimento, collegata ai piani, lungo la quale ho poi fatto uno sweep. Questo mi ha consentito di lavorare fuori da un unico piano di riferimento, e di avere quindi la staffa che rigira su se stessa.
 
 
A questo punto ho aperto le proprietà della mia estrusione su percorso, e gli ho assegnato due parametri. Uno per il materiale (parametro materiale), e uno per la visibilità (parametro yes/no). In questo modo fra i parametri della famiglia ho “importato”, per così dire, dei parametri legati all’oggetto, e le proprietà che mi interessavano, visibilità e materiale, sono diventate gestibili anche nella famiglia madre in cui ho caricato la mia staffa.
 
 
Prima di caricare in una nuova famiglia la staffa, ho impostato che fosse una famiglia basata su piano di lavoro, “work-plane based”, così che a prescindere dal piano di riferimento su cui avevo disegnato la staffa, una volta importata in un'altra famiglia io potessi decidere su quale piano posizionarla. La staffa infatti era disegnata in pianta, e senza questo accorgimento, importandola nella famiglia trave, dove invece mi serviva fosse in verticale, non riuscivo a posizionarla come avrei voluto. Per fare ciò basta andare sulla finestra “category and parameters” e controllare che il primo dei “family parameters” sia selezionato.
 
 
Fatto ciò ho importato la famiglia in un’altra, dove ho costruito la prima trave. Anche qui, prima di costruire la trave vera e propria ho creato una base di piani di riferimento e parametri, che per la maggior parte sono gli stessi utilizzati per la famiglia staffa.
 
 
In questo modo, una volta importata la famiglia staffa, ho potuto collegare i parametri delle due famiglie fra loro. I parametri collegati della famiglia staffa sono di istanza, il ché mi ha consentito di importare due staffe e di dare loro dimensioni diverse, semplicemente associandogli parametri della famiglia madre diversi.