Progetto di FERRARESE - DI CAVE PETRICHELLA

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Come richiesto ecco le tavole

Come richiesto ecco le tavole d'esame e le foto del plastico:

                   

                  

                  

                  

                  

                  

                  

                  

                 

                 

Cordiali saluti,

Jacopo Di Cave Petrichella e Giorgio Ferrarese

 

 

A conferma dell'ultima

A conferma dell'ultima revisione le proponiamo la struttura definitiva a travi Vierendeel su setti in cemento armato. Grazie a questa soluzione consideriamo ammissibili gli aggetti di 5m previsti nel progetto. Inoltre abbiamo definitivamento scelto di utilizzare un sistema dei balconi appeso alle travi IPE poste in coperura.

Per quanto riguarda il sistema al piano terra del corpo est (auditorium), abbiamo previsto di ovviare alla posizione in falso dei setti centrali con una struttura a piastra nervata a due vie. Inizialmente abbiamo previsto una maglia regolare 1x1m, tuttavia, per rispettare la condizione di congruenza degli spostamenti agli incroci dei travetti, abbiamo densificato l'orditura di quest'ultimi in corrispondenza del setto in falso. Le chiediamo quindi quale sia la soluzione migliore:

 

Stiamo aggiornando il nostro

Stiamo aggiornando il nostro progetto secondo le indicazioni ricevute durante le ultime due revisioni: è stato modificato il passo strutturale (da 3x7m a 4x7m) ed è stato ordinato lo schema strutturale dei grandi aggetti interni alla corte. Adesso le pareti perimetrali dei volumi aggettanti funzionano da controvento per aiutare le sottostanti travi che si proiettano dalla struttura centrale vera e propria. Infine abbiamo aggiunto delle grandi travi (IPE 600) che portano la piastra di copertura e alle quali appendiamo tutta la superficie di rivestimento verticale che avvolge l'edificio all'esterno.

                              

All'interno invece, le diverse scale che davano accesso agli appartmenti superiori (non accessibili ai disabili) sono state inglobate nei nuovi appartmenti duplex che ospitano 3 studenti e hanno soggiorno e cucina privati. Questo è stato possibile grazie all'aumento di superficie interna ottenuto mediante l'aggetto di alcuni volumi verso l'esterno dell'edificio. Quindi il rivestimento consiste ora in una struttura leggera in legno, appesa attraverso dei montanti alle grandi travi poste in copertura. La texture di questa facciata vuole ricordare l'orditura sfalsata dei mattoni, come si vede nel progetto di riferimento, la Casa a Morchiuso di M. Castelletti.

Prospetto su via Ettore Rolli

Casa a Morchiuso di M. Castelletti

                            

Dettaglio costruttivo del rivestimento:

Per l'ultima revisione il nostro lavoro si è concentrato maggiormente sul progetto della corte interna: abbiamo pensato ad un ribassamento di quota (3m) circondato da gradonate (alte 50 cm) sulle quali si può sostare e godere dell'orientamento verso Sud. Inoltre queste gradonate si inseriscono nell corpo al piano terra su via G. da Castel Bolognese, generando gli spalti necessari ad un auditorium e una tripla altezza (9,5 m) nel punto più alto. Per definire la forma curvilinea siamo partiti dal perimetro rettangolare della corte e infine abbiamo scelto di utilizzare forme più organiche per il trattamento del terreno, in contrasto alle forme più regolari scelte per l'edificio: le curve seguono l'orientamento e le direttrici d'ingresso della corte. I volumi ai piani terra ospiteranno: negozi con magazzino (al piano -1) su via E. Rolli; una grande aula studio/esposizioni con pareti mobili (modello Mattatoio) su via degli Stadivari; un auditorium con foyer da circa 120 posti su via G. da Castel Bolognese. I servizi dedicati alla vita quotidiana degli studenti sono posti ai rispettivi piani (cucine, soggiorni/spazi studio, lavatoi).

Queste sono le due versioni della corte che più ci convincevano, con i relativi riferimenti ed ispirazioni:

                 

La rampa-scala del M-Museum                      L'installazione di K. Kuma "Nature Escape" a Milano

a Leuven di S. Beel

                        

Il progetto della Library Landscape di JaJa Architects a Helsinki

Una vista del modello volumetrico del nostro edificio inserito nel contesto.

Infine ripartendo dal masterplan del gruppo 6 abbiamo deciso di collocare tutti i parcheggi possibili all'interno del grande basamento che si impone sulla pendenza di via degli Stradivari. Sopra di esso viene spostato il piccolo mercato che attualmente si trova sul Lungotevere subito dopo Ponte Testaccio. Riguardo all'edificio bombardato, pensiamo di demolire in parte il volume terrazzato e inclinato per sostituirlo con un bar. Non interveniamo sui bassi edifici su via G. da Castel Bolognese perchè riteniamo che lo spazio e l'atmosfera interna a quelle corti sia positiva e dia un giusto equilibrio ai piccoli giardini privati interni.

 

 

Prima di illustrare gli

Prima di illustrare gli avanzamenti di progetto, le riproponiamo una sintesi dello stato di fatto alla seconda revisione. Abbiamo cercato quindi di rielaborare il sistema di alloggi e servizi di piano del Tietgenkollegiet a Copenhagen, adattandolo ad uno schema distributivo a ballatoio alternato. In questo modo ogni 2 piani otteniamo un solo spazio distributivo, creando così diversi tagli di appartamenti accessibili da corpi scala secondari. I due corpi scala principali dividono l'edificio in 3 settori, ognuno con i servizi comuni di piano dedicati (cucina, soggiorno, lavatoio, magazzino).

Il muro-maschera che chiudeva il fronte su via Castaldi è diventato un corpo distributivo che collega l'edificio tramite passerelle e ospita delle terrazze comuni, che aggettano sulla corte sottostante.

Mentre i prospetti interni sono animati dai volumi che aggettano e dagli appartmenti che arretrano, l'involucro esterno si presenta invece rigido e in linea con il contesto: è come una seconda pelle che avvolge e ventila l'edificio, generando delle piccole logge private per ogni appartamento.

La maglia strutturale segue un passo di 4-3-4 metri, concludendosi con i corpi scala che occupano una struttura di 5x5 metri. Dall'esterno il corpo scala viene percepito con un elemento trasparente che interrompe la rigidezza dell'involucro.

I volumi che aggettano nella corte per un massimo di 5 metri, sono sostenuti dalle travi che proseguono in asse con la maglia strutturale.

In seguito alla critiche della seconda revisione lavoreremo per correggere diversi aspetti:

1. il corpo distributivo su via Panfilo Castaldi verrà eliminato, trasformando l'impianto dalla corte chiusa alla corte aperta a "C";

2. i numerosi corpi scala secondari verrano ridotti e intergrati con gli appartmenti superiori, generando dei duplex condivisi da più studenti;

3. il ballatoio sarà aperto verso l'esterno, garantendo una migliore ventilazione anche agli appartamenti singoli mono affaccio;

4. la corte interna verrà definita e integrata con il nuovo elemento, sostitutivo del corpo di distribuzione;

5. verrano corretti i tagli presenti sull'involucro esterno, adattandoli meglio al contesto.

 

 

Torno ancora sulla questione

Torno ancora sulla questione con questo disegnetto, che fa capire come anche una semplice linea di sezione definisca un'unità architettonica e spaziale (a cui contribuisce parecchio il prospetto continuo che esiste dall'altra parte della strada). Poi le curve di levello che ho segnato potrebbero indicare una cavità (interrotta da un parapetto), oppure anche una collinetta emergente, tagliata dalla strada.

 

Buon lavoro. Fermo restando

Buon lavoro.

Fermo restando che il muro-maschera è una cosa che ' nun se pò vedé ', io mi chiedo perchè non avete preso in considerazione la possibilità di sostituirlo con qualcosa di più ragionevole, per esempio con un portico, un corpo basso, un salto di quota ecc. Questo perchè la soluzione a corte chiusa ovviamente finirà per essere molto stretta e quindi, forse molto buia (oppure vi costringerà a progettare corpi di fabbrica sottilissimi). Io sono incerto fra le due opzioni, però le valuterei entrambe con molta attenzione.

Prima revisione

Uno degli obiettivi che ci siamo posti per il nostro percorso progettuale è quello di cercare di combinare gli elementi preesistenti che riteniamo positivi nell'immediato intorno dell'area di progetto, rispettando così la teoria "conservatrice" del nostro Masterplan (gruppo 6). Il nostro intento è quindi quello di ricreare gli ambienti delle grandi corti verdi interne agli isolati adiacenti (grandi edifici a corte degli anni '30), riportandoli a quella dimensione che già caratterizza la piccola corte dei bassi edifici che affacciano su via G. da Castel Bolognese.

Ripartendo da questa idea concettuale abbiamo disegnato un primo schizzo di pianta, nella quale si evidenzia un involucro esterno che vuole emulare le facciate degli edifici adiacenti, creando così un aspetto esterno regolare che si integri al meglio con il contesto, e che si apra secondo quelle direttrici spaziali e visuali individuate nel Masterplan. La corte generata all'interno invece propone dei volumi posti casualmente e con aggetti disordinati, che riprendono la mancata regola urbanistica del tessuto circostante.

vista dall'incrocio tra via degli Stradivari e via G. da Castel Bolognese

La destinazione d'uso scelta è quella della Residenza Universitaria, vista la vicinanza con la nostra università e il quartiere Testaccio, in cui sono presenti altre realtà legate agli studenti (IED, Belle Arti, Biblioteche, scuola di Musica).

Per sviluppare la nostra idea ci siamo ispirati al progetto di residenza universitaria del Tietgenkollegiet di Lundgaard & Tranberg a Copenhagen, nel quale ci ha affascinato l'ambiente interno della corte, con una particolare composizione della facciata interna: i diversi volumi aggettano nello spazio della corte, arricchita anche dalla presenza del verde.

                 

Il piano terra dell'edificio ospiterà dei servizi annessi alle attività degli studenti (aule studio, spazi espositivi, palestra) e alcuni negozi, mentre i piani superiori ospiteranno diversi tagli di alloggi per rispondere alle varie esigenze dell'abitare temporaneo di uno studentato: da alloggi temporanei di 20 mq ad alloggi di 60 mq, per una permanenza più lunga. Per il momento non sono previsti parcheggi al di sotto del piano terra, che sono situati tutti lungo via degli Stradivari e all'interno della grande piattaforma che collega l'area di progetto con il ponte Testaccio.

                                    

Ripartendo dallo schema iniziale in pianta, abbiamo sviluppato 3 varianti di progetto proponendo diverse disposizioni dei tagli degli appartmenti e diverse tipologie di distribuzione (ballatoio interno, corpo scala ogni 2 appartamenti e ballatoio esterno).

Successivamente all'ultima revisione in aula, abbiamo escluso la realizzazione del setto murario su via P. Castaldi, che tornerà ad essere un volume come nell'ipotesi 1. Continueremo a ragionare nei prossimi giorni sulla tipologia distributiva dell'edificio, orientandoci verso la scelta del ballatoio che ci sembra la soluzione più adatta ad una residenza universitaria.

 

vista dell'area dalla piattaforma su via degli Stradivarivista della corte interna

(Nessun oggetto)