Progetto di DE ROSE - DI FIORE

Commenti

Carichiamo a seguito dellle

Carichiamo a seguito dellle indicazioni date durante l'ultima revisione chiedendole se possibile un parere sul parcheggio interrato. La struttura, in cemento armato precompresso, si sviluppa lungo Via degli Stradivari, l'accesso avviene da Lungotevere degli Artigiani con uscita in linea retta sul lato opposto.

 

 

Quota +6.50 m , livello piano

Quota +6.50 m , livello piano tipo.

Riportiamo invece le piante tipo per le residenze private, per studenti e l'edificio pubblico.

Nelle abitazioni, abbiamo voluto definire per bene tre fasce che potessero ripetersi sia per questioni di comodità, gestione degli spazi e orientamento.

Zona notte, zona servizi, zona giorno.

Le logge permettono di raggiungere l'obiettivo prefissato all'origine, generando all'interno della corte scansioni movimentate e prospetti vivaci in contrapposizione con l'esterno austero ma calato nella realtà del quartiere.

Quota 0.00 m , livello piano

Quota 0.00 m , livello piano terra.

Commerciale, accesso alle residenze ed accesso all'edificio pubblico.

Tutto il commerciale sotto le residenze private si sviluppa su due piani con doppie altezze, in modo da favorire ad aumentare la quantità di luce al piano inferiore. E' stato ricavato un ascensore pubblico nell'angolo per permettere alle persone con difficoltà di locomozione di accedere alla piazza.

L'edificio pubblico è il caso che ha subito più variazioni. Inizialmente ci siamo domandati quale configurazione potesse essere la più adatta per rispondere alle nostre esigenze e siamo arrivati a diverse soluzioni confrontandole.

 

Di queste quattro opzioni abbiamo scelto l'ultima, che si prestava meglio alle nostre necessità spezzando la linearità del prospetto esterno, caratterizzandolo dove necessario, per farne diventare un elemento di interesse e attrazione. Ovviamente il riferimento preso in considerazione è stato:

Wohnhaus Schlesisches Tor (Bonjour Tristesse) - Alvaro Siza

Andandone a svuotare parte per ricavarne “il passaggio”, elemento di unione tra piazza e ambiente esterno. L'accesso al piano terra immette in una hall, che permette sia di entrare nella sala polifunzionale che si sviluppa sino ad arrivate alla quota della piazza, ma anche di accedere tramite una scala (vera protagonista) ad una libreria(+ 6.00 m)  che sfrutta e si adatta alla morfologia dell'edificio.

A breve pubblicheremo le piante tipo e lo sviluppo del pubblico in altezza.

A seguito della revisione

A seguito della revisione inseriamo parte delle modifiche apportate proseguendo per quote.

Quota -2.70 m , livello della piazza.

La gradon-rampa inserita precedentemente è stata sostituita da una semplice scalinata che si sviluppa da Via Ettore Rolli e termina a filo con l'edificio residenziale.
La gradinata da via degli Stradivari invece continua a mantenere lo stesso compito assegnatole, incuriosire ed indirizzare lle persone provenienti dal ponte Testaccio sino alla corte-piazza interna.

Addentrandoci all'interno della corte il gioco di pavimentazioni e spazi verdi segue una determinata geometria, assegnata da determinati allineamenti individuati all'interno. Tale spazio può ricoprire numerose funzioni (aggregazione, sosta, cinema all'aperto ed altre destinazioni che andremo a spiegare in seguito), con particolare interesse al concetto di distribuzione.

Per quanto concerne le attività commerciali, abbiamo predisposto dei locali che si sviluppano su due livelli nell'edificio residenziale, mentre al di sotto del ballatoio sono stati pensati esercizi rivolti soprattutto agli studenti. Locali tecnici, cantine, servizi ed elevatori automatici chiudono il cerchio.

Discorso a parte va fatto sulla sala polifunzionale dell'edificio pubblico che a breve pubblicheremo analizzando la prossima quota 0.00 m.

 

Cerchiamo di elencare in modo

Cerchiamo di elencare in modo immediato i cambiamenti effettuati in questi giorni.

Assetto generale:

A. EDIFICIO RESIDENZIALE

B. EDIFICIO A BALLATOIO STUDENTI

C. EDIFICIO PUBBLICO

L’accesso alla corte (ad una quota più bassa -2.70 m) avviene direttamente da via degli Stradivari (diventandone una prosecuzione) tramite una scalinata, costeggiata da un lato dall’edificio pubblico e dall’altro da residenze. Il traguardo visivo tra via degli Stradivari e via Ettore Rolli è quindi immediatamente percepibile.

 

La rampa interna presente precedentemente, lascia il posto invece ad una gradon-rampa, ciò permette di dare ai fruitori della piazza un ulteriore luogo di sosta e di immissione ad i locali commerciali su un lato.

 

 

 

 

 

 

Tipologie e quote

Quota -2.70 m

Commerciale e locali tecnici

Quota 0.00 m

Accesso alle residenze, commerciale accesso edificio pubblico.

B– BALLATOIO – RESIDENZE PER STUDENTI

Nell’immagine superiore le piante degli alloggi per gli studenti, dotate anche di una sala comune e di un’ulteriore estensione sul ballatoio (spazio che diviene luogo di socializzazione con possibilità di accesso direttamente dal ballatoio stesso).

C – EDIFICIO PUBBLICO

Riferimento:

 National University Museum of Art , Seoul - Rem Koolhaas

 Sezione trasversale -

 

Sezione trasversale - interno della corte

 

 

 

 

 

 

 

Vista da via degli Stradivari                                              Vista dal ballatoio verso via Ettore Rolli

Avanzamento stato di

Avanzamento stato di fatto

Pianta piano terra

 

Pianta piano primo

Sezione A-A'

 

 

 

 

 

 

Vista entrando da Via degli Stradivari                                             Vista da Ettore Rolli

 

 Da uno studio dei progetti

 

Da uno studio dei progetti di carattere residenziale costruiti durante l’ultimo decennio negli ambiti urbani delle grandi città europee, possiamo riscontrare la presenza costante di una forma urbana riconoscibile, di una logica di disposizione degli edifici residenziali che rimanda in vari modi alla forma chiusa della corte e alle sue numerose varianti.


Si è constatato, dunque, che la difficoltà del processo compositivo è riuscire ad inserire nell'area di progetto un qualcosa che possa innestarsi correttamente, con lo scopo di ricucire ed ordinare un tessuto deteriorato dal caos.


Cosa fare?

Per questa ragione la prima idea sorta è stata quella di prendere un qualcosa intrinseco al quartiere e di riproporlo nell’area assegnataci. 

Diretta conseguenza è stata quella di notare come, tramite questo rapido fotomontaggio, si riesca a conseguire un risultato compatto e inerente che quasi tende a confondersi con l’intorno.

Proprio sugli edifici adiacenti sono stati fatti degli studi in modo da trarne delle basi che possano diventare linee guida per i nuovi edifici da progettare e quindi:

 

>>REINTERPRETARE IN CHIAVE MODERNA L’ESISTENTE<<

                       

  Via degli Stradivari                         Via Giovanni da Castel Bolognese                     Via Ettore Rolli

Studio del colore:

Cosa ottenere?                                              

La scelta di avanzare un sistema a corte nasce quindi, come già detto, dalla voglia di confrontarsi in modo diretto con il contesto, (l’asse evidenziato nell’immagine in alto difatti presenta un’unica soluzione tipologica) ma con l’intento di voler ridare uno spazio collettivo ed individuarne un polo identificativo/attrattivo che preservi le norme stabilite nel masterplan.

Spazio collettivo che non deve essere fine a se stesso ma comunicare con l’esterno. Tale obiettivo ci permette di delineare un assetto pensato in tale maniera:

1 - L’edificio a corte originario si presenta chiuso ad ogni fattore esterno.

2 - Vengono fatti dei tagli per permettere una relazione con il contesto e generare nuovi percorsi.

3 - Vengono estruse delle superfici a seconda della tipologia ricoperta.

Cosa succede?

Nello spazio esterno vige ordine e rigore, ma man mano che si prosegue verso l'interno questa rigidezza si tramuta in variazioni armoniche di forme e colori. L'accesso avviene attraverso dei "tagli" o solamente svuotando alcuni tratti dei piani terreni. Difatti il traguardo visivo tra via degli Stradivari e via Ettore Rolli vuol fare in modo che la corte interna diventi sinonimo di curiosità, che tenti il passante a farlo entrare e a fargli vivere ciò che ha da offrire.

Un ruolo fondamentale nella percezione di questo spazio è da attribuire al verde, che avrà il compito di creare ulteriori spazi e guidare il fruitore in un determinato percorso.

Norme rispettate

Facciate esterne regolari ed allineate.

Ciascun lato costruito per almeno il 25%.

Edifici discontinui.

Edificio pubblico ortogonale all’asse.

Altezza massima 17m.

 

 

 

 

                      

             Piano Terra                                        Piano Primo                                            Copertura

 

Tipologie                                                                                                                                                               

L'analisi di mercato condotta nel Comune di Roma, in particolare nella zona di nostro interesse per valutare le potenzialità della realizzazione di un edificio a corte aventi funzioni private e pubbliche si è sviluppata in maniera sintetica.

L'analisi, svolta prevalentemente attraverso indagini sul campo, ha mostrato che il quartiere sta subendo anche se in maniera molto lenta un processo di gentrificazione, quindi si è constatato che le persone che acquistano in questo quartiere si inseriscono in una fascia di reddito compreso tra il medio/medio alto.

Considerato questo, si sono tratte le tipologie tipo delle zone destinate a residenze private:

- TIPOLOGIA A 60/70 mq

- TIPOLOGIA B 80/90 mq

Per quanto riguarda il servizio abitativo per gli studenti si dovrà favorire l’integrazione sociale e culturale degli studenti nella vita cittadina. L’organizzazione di un tale modello insediativo dovrà inoltre avvalersi all’interno della funzione residenziale di zone differenziate che possano comunque permettere diversi livelli di privacy, attraverso una ripartizione di spazi a carattere privato e semi-privato, e spazi a carattere collettivo e semicollettivo.

Infine seguendo le linee tracciate nel masterplan, perpendicolare all’asse di via degli Stradivari è stato pensato un blocco con funzione pubblica, un piccolo teatro con possibilità di divenire anche una sala conferenze, mentre ai piani superiori saranno presenti altre attività commerciali. Il teatro verrà incassato nella serie di edifici che formano la corte, trattato differentemente con lo scopo di attrarre le persone divenendo fulcro importante per il quartiere stesso.

 

 

              

Da via degli Stradivari                      Traguardo visivo tra via degli Stradivari e via Ettore Rolli

 

 

 

 

Vista della corte interna

 

Riferimenti                                                                                                                                                                           

Residenze per gli studenti – ballatoio:

Quartiere Fratelli di Dio/ 1950-1953 / Giancarlo De Carlo

Si è preso come riferimento l'edificio realizzato nel Quartiere Fratelli di Dio (1950-1953) realizzato da Giancarlo De Carlo che presenta una distribuzione a ballatoio: l'edificio, servito da tre corpi scala, permette l’accesso a una sequenza di alloggi relativamente piccoli.

La composizione della facciata verso Nord presenta un impaginato modulare focalizzato su due tematiche principali: l’esposizione del sistema strutturale e la presenza del ballatoio, staccato dalla parete perimetrale per evitare problemi di introspezione visiva.

Poiché i pilastri sono posti sul filo esterno del ballatoio le travi per raccordarsi ad essi fuoriescono dall'involucro murario.

Il ballatoio pensato inizialmente come semplice percorso distributivo si trasforma in luogo di socializzazione; come nota lo stesso De Carlo “[...] la gente era a nord tutta sui ballatoi davanti a ogni porta, con sedie a sdraio e sgabelli, per partecipare da attori e da spettatori al teatro di loro stessi e della strada”

 

Residenze private:

Reuben Street Apartments / FKL architects

   

 

Nuovo Portello – Cino Zucchi

Per quanto riguarda la scelta dei due riferimenti, REUBEN STREET APPARTAMENTS di FKL architect e NUOVO PORTELLO di CINO ZUCCHI, gli aspetti comuni sono formali e si somigliano nella pelle, ovvero nel trattamento delle facciate che viene risolto con un doppio registro narrativo ampliato in continue variazioni: un fronte più deciso e chiuso verso la città e un secondo che viene risolto con un sistema di logge, che si aprono al parco che trasformano il trattamento delle facciate in un volume poroso.

I materiali qui utilizzati assumono una connotazione di "pelle": rivestimento in cotto decolorato e pietra bianca di Trani.

 

 

 

 

(Nessun oggetto)