Progetto di AMBROGIONI - DEL CONTE

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ELABORATI D'ESAME   Come

ELABORATI D'ESAME
 

Come richiesto carichiamo gli elaborati prodotti per l'esame.

TAVOLA 1 - Inquadramento e planimetria 1:1000

TAVOLA 2 - Planimetria 1:500

PLASTICO 1:200 - Il progetto inserito nel contesto urbano

Vista Sud-Ovest

Vista Nord-Est

TAVOLA 3 - Pianta PIANO TERRA

TAVOLA 4 - Pianta PIANO PRIMO, Prospetto OVEST, Pianta TERRAZZA

TAVOLA 5 - Prospetto EST (a), Pianta PIANO TIPO RESIDENZIALE, Prospetto EST (b), Sezione ZZ

TAVOLA 6 - Prospetto SUD, Sezione xx, Pianta DEPOSITI, 3D

TAVOLA 7 - Prospetto NORD, Sezione YY, Sezione ZZ

TAVOLA 8 - Focus giardino e Piano LABORATORI

Sezione del giardino

PLASTICO 1:100 dei LABORATORI

Piano terra e piano depositi

Piano 1°

La terrazza e le vetrate

TAVOLA 9 - Approfondimenti 

 

 

 

In questo post prendiamo in

In questo post prendiamo in considerazione il blocco che sarà destinato a ospitare le residenze "private", per mostrare gli ultimi aggiornamenti successivi alla scorsa revisione . Per completezza e per facilitare la comprensione delle successive immagini evidenziamo dalla planimetria l'area in questione.

Inoltre alleghiamo l'immagine dei ragionamenti portati avanti durante la revisione; pensiamo sia fondamentale per comprendere le scelte progettuali avvenute in seguito.

 

Tenendo presente questi consigli abbiamo modificato la pianta di questa parte di progetto in modo tale da mantere un passaggio, simile a quello presente attualmente, che consentisse di attraversare le residenze e proseguire all'interno della corte preesistente. Questo passaggio (perpendicolare alla via G. di Castel Bolognese, divenuta pedonale) abbiamo immaginato che non debba essere una semplice "galleria" chiusa e con un'altezza limitata, il che è stato ciò che ci è piaciuto di meno dell'attuale situazione, mentre all'interno risulta gradevole.

Abbiamo pensato questo passaggio esteso per tutta l'altezza del blocco residenziale. In questo modo l'asse pedonale secondario che proviene dalla corte principale prosegue fin dentro la corte creata dalle preesistenze fornendo una continuità formale e visiva con la corte principale. Per dare l'idea di impianto che immaginiamo abbiamo preso come riferimento Casa Rustici di Giuseppe Terragni.

Entrando più nello specifico, nel nostro caso abbiamo separato i due corpi  disponendoli come ideale prosecuzione dell'asse pedonale, il quale a sua volta è allineato con il corpo delle residenze temporanee e con il piano laboratori (lo evidenziamo con delle linee tratteggiate nell'immagine seguente al solo scopo di semplificare la lettura).

Pianta piano terra (tratteggiati gli allineamenti dell'asse)

Pianta piano residenziale tipo.

 

Nel corpo nord del piano terra si prevede un zona a "L" commerciale che funzioni da raccordo tra l'asse proveniente dal mattatoio e la corte grande del progetto, ma è previsto anche un vano tecnico e una zona a disposizione dei residenti con dei piccoli depositi e ripostigli. Nel corpo a sud, principalmente vetrato al piano terra e rientrante rispetto al filo degli appartamenti superiori , è presente la scala che conduce agli appartamenti. La particolarità interessante, a nostro avviso, è che i collegamenti verticali, scale e ascensori si trovano ognuno su un corpo. Questi due collegamenti sfociano su una zona distributiva esterna che serve tre appartamenti per piano (2 a sud e 1, leggermente più esteso, a nord).

In seguito agli ultimi post

In seguito agli ultimi post in cui abbiamo analizzato da vicino alcuni aspetti del nostro progetto, riportiamo la planimetria per una visione più generale dell' area, come richiesto durante l'ultima revisione.

Fotoinserimento dell'area di intervento, tratto dal masterplan.

 

Planimetria dell'intera area di intervento: in grigio l'ingombro della struttura, mentre in verde la zona esterna.

Avendo scelto di demolire parte degli edifici che si affacciano sulla via pedonalizzata ( Via Giovanni di Castel Bolognese) è importante considerare che lo spazio esterno/giardino del nostro progetto non si ferma alla sola corte creata dalla nuova struttura (in grigio), bensì si estende e penetra all'interno delle preesistenze.

La corte

La corte-giardino, grazie alla sua conformazione stretta e lunga, si estende fino agli edifici preesistenti ad Est, svolgendo pertanto l'importante funzione di collegamento tra la città ed il nuovo complesso.

La corte-giardino

Questa grande area è immaginata molto ricca di verde, sarà quindi pavimentata solo in tratti specifici come nel punto in cui si sviluppava la Via Giovanni da Castel Bolognese per permettere un rapido passaggio (sempre pedonale) alle persone che dovranno solo attraversare in nostro lotto in direzione Nord-Sud. 

La pavimentazione coincidente con il tracciato dell'ex Via Giovanni da Castel Bolognese

In più questo tratto pavimentato si ricollega al percorso pedonale immaginato con il Mattatoio così da sviluppare una delle linee guida del Masterplan e creare una certa permeabilità pedonale del complesso. Questo attraversamento lastricato accentuerà la separazione visuale tra il complesso, principalmente a carattere pubblico, ed il blocco delle residenze private, immaginato adiacente alle preesistenze.

 L'intenzione è quella di ripristinare da un lato il carattere più intimo tipico di una residenza privata (comunque in legame con la nostra riqualificazione urbana) e focalizzare l'attenzione sul grande giardino e sui  laboratori che su di esso si affacciano. Il tratto pavimentato sarà comunque circondato dal verde; ad Ovest il giardino dei laboratori, ad est piccole aree molto dense di vegetazione che si articolano in percorsi di dimensioni più piccoli, avvolti dal verde, che conducono alle preesistenze.

Il verde qui rappresentato è stato pertanto disposto in questa conformazione in seguito a riflessioni circa le differenti tipologie di percorsi possibili all'interno del complesso; la stessa logica delle  soluzioni proposte nel Masterplan. 

Le varie tipologie di percorsi

 Percorsi rapidi

Il colore Rosso sta ad indicare i percorsi più rapidi all'interno del lotto. In direzione Nord-Sud, l'attraversamento prima descritto coincidente con l'ex Via Giovanni di Castel Bolognese, lungo il perimetro del lotto invece prosegue il percorso proveniente dall'asse pedonale progettato da Masterplan.

 Percorsi interni al complesso

Il colore Rosso sta ad indicare i percorsi più rapidi all'interno del lotto. In direzione Nord-Sud, l'attraversamento prima descritto coincidente con l'ex Via Giovanni di Castel Bolognese, lungo il perimetro del lotto invece prosegue il percorso proveniente dall'asse pedonale progettato da Masterplan.

 Aree per attività

Con il colore giallo sono evidenziate le aree lasciate a prato nelle quali è possibile svolgere attività all'aperto anche strettamente collegate allo spirito del complesso stesso come nel caso della galleria espositiva permanente che potrebbe essere estesa anche all'esterno.

Una delle aree pensate per ospitare attività all'aperto - In questo caso si tratta della zona adiacente alla galleria espositiva permanente, al piano terra dei laboratori.

 

La struttura

Come è possibile osservare sia dalle immagini precedenti del 3D del progetto e da quest'ultima, più ravvicinata, dal punto di vista strutturale il corpo Nord, quello cioè delle residenze temporanee e di una parte dei laboratori, è più interessante rispetto agli ambienti racchiusi sotto la grande copertura piana ad anello. 

Il corpo Nord 

L'intenzione progettuale è quella di creare un aggetto capace di ospitare sia le residenze che una parte dei laboratori e che allo stesso tempo possa costituire una protezione dall'irraggiamento solare per i locali disposti al piano terra e un camminamento esterno ombreggiato durante la stagione più calda e in diretto contatto con la corte-giardino. 

Per permettere questa continua comunicazione visiva tra gli ambienti del piano terra e l'area verde esterna, uno degli elementi principali del progetto, abbiamo pensato che la struttura portante del blocco Nord non dovesse avere alcuna impronta all'interno della corte

Osservando l' unità d'abitazione orizzontale al quartiere Tuscolano, di Adalberto Libera abbiamo immaginato una struttura portante molto simile, sola differenza il fatto di avere un unico grande setto portante in calcestruzzo armato al quale si attaccano due mensole, rispettivamente di 5,00 metri e 3,20 metri di lunghezza, su cui si sviluppano i solai.

Unità d'abitazione orizzontale

La struttura portante del corpo Nord

Sono stati evidenziati in nero i setti portanti e le due mensole. A destra uno schema della struttura ed il suo funzionamento, a sinistra il punto in cui si inserisce nel piano residenziale. Ogni appartamento è racchiuso da due di questi elementi, in più, le travi emergono di soli 10 cm ma si trovano sempre lungo i muri perimetrali dell'appartamento.

Di seguito riportiamo un 3D

Di seguito riportiamo un 3D del progetto inserito nel contesto della città.

Vista Sud-Ovest

Vista Sud-Est

Il prospetto Ovest, lungo Via Ettore Rolli

L'immagine seguente mostra

L'immagine seguente mostra solo il piano terra dei laboratori, cioè il piano + 0,00 del corpo Sud. Qui l'orientamento è cambiato, il Nord è a sinistra.

Riteniamo importante descrivere questa porzione del complesso in quanto costituisce uno degli elementi più caratterizzanti del progetto.

Ad una delle due estremità è situato l'atrio principale di accesso ai laboratori (1) dal quale si può ricevere accoglienza ed informazioni circa le attività svolte dal centro. La scala affianco permette di salire al piano 1° ,anch'esso dedicato ai laboratori, mentre affianco si sviluppa una piccola galleria espositiva permanente (2) nella quale sono esposti alcuni dei lavori eseguiti nei vari laboratori come sculture o dipinti, questi ultimi appesi su carrelli verticali mobili; il tutto pensato per creare uno spazio permeabile e facilmente modificabile. Subito dopo, il blocco dei servizi (servizi igienici ed ascensore montacarichi) segna l'inizio di due dei quattro principali laboratori ospitati, il laboratorio di Falegnameria (4) ed il laboratorio di Scultura (5). 

Un laboratorio di scultura - ogni allievo ha una postazione di lavoro, l'ambiente è illuminato con luce diffusa ed è alto più di 3 metri anche per permettere lo sviluppo degli impianti.

Questi due laboratori sono inseriti in uno spazio comune molto ampio (circa 28 metri) dotato di grandi pareti mobili che possono essere chiuse così da creare due laboratori separati e indipendenti (in questo caso si verrebbe a creare un corridoio diretto fino alla seconda rampa di scale per salire al piano 1°) oppure possono essere lasciate tutte aperte: questo può avvenire sia durante le attività di lavoro che non generano eccessiva polvere o rumore, sia durante le esposizioni aperte al pubblico

In queste occasioni, le attrezzature possono essere spostate nel deposito presente al piano -3,00 e possono essere aperte anche le porte scorrevoli, generalmente chiuse, che separano questi laboratori dalla Bottega (7), posizionata all'altra estremità. 

Evidenziato tutto il corpo Sud dei laboratori aperto a formare un grande spazio espositivo continuo che si affaccia sulla corte-giardino a Nord.

I laboratori sono affacciati all'interno della corte-giardino, sono esposi a Nord e pertanto godono di una luce non diretta. Si è optato per questa sistemazione anche per coerenza all'idea progettuale di base di rendere tutti i laboratori facilmente visibili dalla corte interna così da mettere in comunicazione sia gli utenti interni che quelli esterni con lo spirito del complesso. In questo modo inoltre la corte-giardino godrà di una vita ulteriore oltre a quella generata dalle attività svolte al suo interno. Non sarà racchiusa solo da una fredda parete vetrata. 

Di seguito riportiamo i prospetti Sud e Ovest.

Prospetto Sud - La parete vetrata è protetta dalla schermatura.

Prospetto Ovest - In proiezione la sagoma del blocco residenziale

Il brise-soleil dei prospetti

Dall'ultima revisione è

Dall'ultima revisione è emerso che lo sviluppo delle idee di base ( cioè evitare la compartimentazione delle funzioni e poter osservare anche da fuori ciò che avviene nei laboratori ) ha prodotto un sistema eccessivamente articolato in se stesso creando quindi spazi spesso frammentati e ambienti di risulta.

A partire queste osservazioni abbiamo cercato di lavorare al contrario, cioè creare  uno schema più semplice del precedente su cui poi si è lavorato tenendo sempre presente la logica dettata dalle idee di base.

Proponiamo di seguito le piante dei vari livelli con evidenziate in maniera schematica le principali funzioni.

Legenda

Pianta livello - 3,00 - Destinato a Deposito dei laboratori

Pianta piano Terra +0,00 

Lungo Via Ettore Rolli trovano posto le principali attività commerciali con affaccio anche all'interno del giardino. Il corpo a Sud è quasi interamente dedicato ai laboratori; tutti gli ambienti si affacciano nella corte-giardino. l'impianto, soprattutto per questo corpo, risulta meno articolato rispetto alla soluzione precedente offrendo così anche la possibilità di usufruire di laboratori più ampi e illuminati da luce diffusa in quanto esposti a Nord. Per il blocco delle residenze private abbiamo pensato di destinare il piano terra metà ad attività commerciale e l'altra metà (circa 80 mq) ad ingresso distributivo e collegamenti verticali.

Pianta piano 1° +4,05

Tutto questo piano è occupato dai laboratori, ad accezione di un piccolo tratto occupato dal distributivo delle residenze temporanee. In questo piano 1° trovano luogo laboratori di vario genere ( pittura (5), grafica digitale con annesso locale stampe (6)), aule (4), gli uffici del Complesso (8), una sala lettura ed una piccola sala conferenze da circa 40 posti (9 -10).

Pianta piano Residenziale +7,35

Il blocco a sinistra ospita 5 appartamenti destinati a residenze temporanee di circa 50 mq ciascuno. Il blocco a destra, di circa 160 mq, ospita due appartamenti da vendere come residenze private a prezzo di mercato. Si tratta di appartamenti più ampi e pensati per 4-5 persone.

Postiamo il materiale

Postiamo il materiale presentato nell'ultima revisione.

 

 

    Pianta piano terra.

 

  Pianta piano primo.

 

  Piano tipo delle residenze.

 

Nel prossimo post presenteremo la situazione attuale del progetto, alla luce delle osservazioni effettuate durante la revisione.

 

 

Per quanto riguarda l’anello

Per quanto riguarda l’anello pubblico che caratterizza la nostra idea progettuale, dopo varie riflessioni e modifiche abbiamo abbandonato l’idea di avere un singolo piano fuori terra e definito quindi un’altezza tale che potesse essere ospitato all'interno un secondo piano che intersechi e interagisca con il piano terra.

Generale

 Le idee di base sono due: evitare la compartimentazione delle funzioni creando nastri che si intrecciano tra loro tutti racchiusi dalla grande copertura e poter osservare anche da fuori ciò che avviene nei laboratori e all’interno della piazza,  l’involucro sarà pertanto prevalentemente vetrato. 

 

Specifico

Ciò su cui abbiamo avuto modo di riflettere  approcciandoci più da vicino a questi spazi è che non è possibile lasciare tutto interamente vetrato e soprattutto libero, senza elementi che ostruiscano la vista della piazza. In aggiunta a questo motivo vi è il fatto che molte facciate trasparenti sarebbero state esposte a sud senza un’adeguata protezione; per questo abbiamo immaginato di predisporre un sistema esterno di schermatura che protegga in più punti la struttura dai raggi solari, che ne nasconda alcune zone (come i fulcri dei servizi) ma che ne sappia esaltare altre (come l'affaccio sul laboratorio - numero 4 nello spaccato assonometrico). Questo grande brise-soleil cederà il passo alla copertura piana originaria che emergerà da dietro in punti particolari del progetto, oppure si scosterà creando un passaggio riparato dal sole (numero 12).

Il brise soleil che si alza e crea un passaggio

La copertura che riemerge da dietro la schermatura

Il corpo residenziale principale  prende il posto dei vari blocchi che avevamo inizialmente immaginato in quanto  effettivamente troppo piccoli. Il blocco residenziale occupa circa la stessa area che si era pensato inizialmente, giacendo quindi sull’ “anello” pubblico creato nel primo piano. In particolare il piano terra di questa zona rimane destinato principalmente a funzioni pubbliche strettamente collegate con le residenze temporanee soprastanti (numero 15).

Gli spazi pubblici delle residenze temporanee che si affacciano sulla corte giardino

 Al piano superiore (+ 4.05) la funzione pubblica si mescola con quella residenziale senza entrare però direttamente in contatto: sul lato ovest dell’edificio residenziale  è presente una libreria con annessa area lettura che potrà essere a disposizione sia dei residenti, sia dei cittadini.

Tutte le residenze saranno caratterizzate dall’apertura sul fronte della piazza, e conseguente esposizione a sud, e presenteranno un sistema di schermatura a scorrimento che (riprendendo il trattamento degli spazi vetrati sottostanti) consentirà di gestire l’irraggiamento, in questo modo la loggia potrà essere vissuta in maniera diversa da ogni singolo utente e per più lunghi periodi dell’anno. Allo stesso tempo si creeranno continue variazioni del prospetto che affaccia sulla piazza pubblica.  Lo spazio destinato ai collegamenti si trova rivolto verso nord.

I sistemi di schermatura delle residenze

L'area della corte interna è immaginata come un grande giardino, attraversato da percorsi più lenti e da percorsi più rapidi, riprendendo la stessa logica dell'asse viale di collegamento con il Mattatoio, secondo Masterplan. 

La corte giardino racchiusa su cui si affacciano i laboratori e le residenze.

Lo schema che proponete è

Lo schema che proponete è interessante, ma dovete rifletterci su con attenzione, soprattutto riguardo alle misure generali ed alle proporzioni. Perchè uno spazio abbastanza piccolo come quello del progetto possa diventare attraente e funzionale secondo la vostra idea bisogna, secondo me, lavorare su questi punti. 1- fare in modo che la struttura perimetrale accolga più spazi possibile e più diversificati possibile; quindi dovrebbe essere alta almeno 6/7 metri, per accogliere, dove serve, due piani e forse anche sfruttare il piano interrato (per depositi, servizi, sale proiezione ecc.). 2- non farla troppo sottile, tenendo presente che sarebbe opportuno un certo grado di circolazione interna (o almeno perimetrale, con un portico o una pensilina, e non solo attraverso la piazza interna a cielo aperto). 3 - ragionare sullo spazio aperto interno che comunque resta il luogo principale delle relazioni (cosa è? Un giardino, una piazza lastricata?). 4- tenere ben presente che tutti i corpi alti (che, fra l'altro, sembrano troppo sottili per ospitare alcunché) avranno sicuramente un impatto rilevante (corpi scale, atri, ascensori) sulla struttura perimetrale.

 

 

 

Materiale revisione del 26.11.2015

DEFINIZIONE DELL’OBIETTIVO

“Definire un luogo della città immaginato come polo culturale, prendendo d’esempio la nuova micro-realtà urbana del Mattatoio e riproponendola con un carattere più europeo e attrattivo nei confronti della città. Questi due poli creeranno una nuova entità urbana.”

Il complesso che andiamo a progettare deve prevedere, secondo direttiva del Masterplan, anche la realizzazione di appartamenti pensati come residenze temporanee (di vario genere) e residenze private (che saranno vendute a prezzi di mercato).

Ipotizziamo qui alcune delle tipologie di utenze possibili che chiameremo tipologie di utenze interne (al complesso).

Tipologie utenze interne:

Residenze temporanee lungo termine (prezzi calmierati):

- famiglie a redditi bassi

- studenti lavoratori

- giovani coppie

- genitori single

Residenze temporanee breve termine:

- coppie giovani, stranieri e turisti (in visita a Roma per soggiorni relativamente lunghi)

- artisti (siano essi per MACRO, chiamati a collaborare o allestire mostre, musicisti della scuola

  Popolare di Musica di Testaccio, o teatrali)

- professori universitari ( invitati dall'Università di Roma Tre

-studenti erasmus

Residenze private (più tipologie di appartamenti)

-famiglie composte da 3-4 persone (meno numerose)

-coppie

-single

In quanto immaginato come polo culturale attrattivo e capace di interagire con il resto della città, ipotizziamo le tipologie di utenze esterne che potrebbero partecipare all'attività del complesso.

Tipologie utenze esterne:

Residenti quartiere

- famiglie

-anziani

-studenti universitari, licei, scuole medie, ...

Studenti

-studenti della Facoltà di Architettura

-studenti dell'Istituto Europeo di Design

-studenti del DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo)

-studenti della scuola Popolare di Musica di Testaccio

Pendolari (potrebbero trascorrere del tempo qui prima di recarsi alla vicina Stazione Roma-Trastevere)

 

RIFLESSIONI

Il planivolumetrico

Gli spazi a carattere pubblico

Gli spazi a carattere pubblico sotto la copertura

I tre elementi sovrapposti

Gli elementi sovrapposti ed i tre blocchi delle residenze

Vogliamo un polo culturale che abbia degli spazi all'interno dei quali possano essere tenuti dei workshop, intesi come seminari di studi, tra gli studenti della Facoltà di Architettura, lo IED, i licei circostanti o chiunque possa essere interessato ed artisti, chiamati a collaborare per periodi di tempo relativamente lunghi alle attività organizzate dal vicino MACRO (che potranno quindi alloggiare nelle residenze temporanee del complesso), o fotografi, musicisti della Scuola Popolare di Musica di Testaccio o anche artigiani locali.

Si tratta di ambienti flessibili e permeabili che, senza dimenticare la possibilità di svilupparsi all'esterno con aree riparate e protette, generano un gruppo di "laboratori" disposti intorno ad una piazza/cortile interna. Spazi pensati e progettati come aree informali di lavoro e multidisciplinarietà nelle quali conoscere ed imparare la pittura, la scultura, la falegnameria, la fotografia, o la musica sia praticamente che teoricamente. Questi laboratori poi potranno essere uniti fisicamente a formare una grande galleria espositiva aperta a tutti i cittadini, o all'occorrenza una sala conferenze.

Saranno presenti ovviamente anche attività commerciali  (alcune delle quali riservate ai residenti del complesso) come una caffetteria, un lounge bar, una libreria, un'edicola, un tabacchi, un ristorante o una piccola bottega all'interno della quale sarà possibile anche acquistare alcuni degli elaborati prodotti durante i vari workshop.  

Non un ambiente accademico o esclusivamente culturale, ma un luogo di scambio culturale che soprattutto interagisce con la città e grazie ad essa vive.

 

Un polo culturale pensato quindi anche come una continuazione oltre il fiume della realtà già venutasi a creare in tutta Testaccio  grazie alla nuova vita del Mattatoio.

Studio dei flussi nel Mattatoio

Proprio a partire da queste riflessioni, l'idea architettonica nasce da considerazioni sulla morfologia proprio del mattatoio.

Il muro che rinchiude il mattatoio si trasforma. Non è più un elemento di separazione, ideale per creare uno spazio ben delimitato, con una sua funzione specifica, per esempio accademica, come nel mattatoio. Diventa una copertura, cambia quindi orientamento passando da verticale a orizzontale. Al di sotto di questo nuovo elemento architettonico, si sviluppano tutti gli spazi a carattere pubblico tra cui le aree informali di lavoro e multidisciplinarietà. Il tutto visibile dalla strada, quindi aperto alla città, fin nella corte centrale. Un nastro immaginato come filtro sottile e permeabile tra l'esterno e l'interno.

Sezione Est-Ovest e schema idea progettuale

 

 

 

Masterplan Scelto

LINEE GUIDA DERIVANTI DAL MASTERPLAN

Demolizione dell’edificio “Casa dei Ferrovieri”, dell’attuale Mc. Donald’s e di parte dell’edificio su Via Giovanni di Castel Bolognese. Di conseguenza risolvere la criticità della corte interna di quest’ultimo palazzo.

Per la riqualifica dell’area in questione è prevista la realizzazione di un’importante asse, prevalentemente pedonale, che colleghi il sempre più importante polo sociale dell’ Ex Mattatoio e che sfoci nell’area progettuale.

Fondamentale  la chiusura al traffico di Via Giovanni di Castel Bolognese (nel solo tratto che attraversa la zona di progetto) la quale, tuttavia non dovrà essere chiusa al traffico pedonale.

Gli edifici progettati dovranno avere principalmente due destinazioni d’uso, private e pubbliche. In particolare:

  • Dal 40% al 60% di superficie destinata a residenze private.
  • Un minimo del 20 % di superficie destinata a residenze temporanee, con attenzione specifica alla cosiddetta “fascia grigia” della popolazione.
  • Un minimo del 20 % di superficie destinata a residenze temporanee a breve termine di altra tipologia.

Funzioni pubbliche dovranno comprendere un polo culturale (destinato non solo ai futuri residenti del complesso, bensì è fondamentale che sia rivolto a tutti gli abitanti della zona interessata  e del mattatoio) e attività di tipo commerciale, in percentuale a scelta del progettista.

Il progetto finale si presenterà con un’ altezza massima che non potrà superare quella degli edifici circostanti, ed inoltre dovrà essere accessibile sia dagli utenti diretti/provenienti dalla stazione di Roma Trastevere o dall’ Ex Mattatoio, sia (come già accennato) a chi proviene da Via Giovanni di Castel Bolognese.

Nell’asse che collega i due poli è consigliato, ma non necessario riuscire a distinguere due tipologie di percorsi, uno più diretto per chi attraversa semplicemente l’area, uno più attento alla vivibilità di questo spazio, anche grazie ad installazioni di vario genere e / o intrattenimenti.

In fase progettuale attenersi all’assetto viario dettato dal Masterplan.

Oltre ai parcheggi presenti da Masterplan, è possibile utilizzare lo spazio a disposizione per eventuali parcheggi sottostanti il lotto di progetto.

Foto profilo