Inviato da Matteo Persanti il Mer, 16/01/2013 - 00:07
Il mio tema d'anno consiste nella ricerca di un metodo per sfruttare le caratteristiche degli adaptive components al fine da avere una trasposizione in due dimensioni dei "pezzi" che compongono facciate complesse, da mandare nella macchina.
Ho quindi aperto una famiglia adaptive components based on pattern ed ho modificato il pattern quadrangolare in uno triangolare piano
Inviato da Matteo Persanti il Dom, 16/12/2012 - 00:18
In questo secondo step della progettazione di una lampada da esterno ho risolto alcuni problemi che mi si erano presentati: la volta scorsa infatti non ero riuscito ad alloggiare la luce all'interno della lampada, quindi ogni cambiamento che applicavo ai parametri della lampada non avrebbe influito sull'illuminazione complessiva.
Inviato da Matteo Persanti il Dom, 09/12/2012 - 18:49
In questo primo step di perfezionamento della famiglia mi sono posto come obiettivo quello di conoscere il costo di questa struttura complessa, andando ad impostare uno shared parameter del pannello di base.
Inviato da Matteo Persanti il Mer, 28/11/2012 - 00:43
Per prima cosa ho creato una famiglia "lighting device metric" definendo che la sorgente luminosa è di forma puntiforme e dalla distribuzione della luce sferica (fig.1). Ho quindi fatto una ricerca sulle caratteristiche tecniche tipiche delle lampade da illuminazione di esterni ed ho impostato nei Family Types i valori di potenza in Watt e di efficienza luminosa (lm/w)(fig.2).
Inviato da Matteo Persanti il Lun, 19/11/2012 - 00:41
Una volta creata la famiglia del pannello romboidale, prima di nidificarla in modo da renderla più accurata e corretta ho voluto verificare che essa funzionasse una volta applicata ad una superficie. Per fare questo bisogna prima creare una massa, quindi andare sulla R in alto e cliccare New>Conceptual Mass (che non è altro che un'altra famiglia). Una volta aperta la finestra di modellazione ho cominciato a tracciare dei piani di riferimento nominandoli, in modo da semplificare le operazioni successive (fig.1).