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un primo esempio di "scambio digitale": l'arco parabolico

Se volete effettuare l'analisi con SAP di un arco parabolico, vi trovate di fronte ad una prima difficoltà: la modellazione geometrica dello stesso.

 

SAP non ha al suo interno gli strumenti per modellare geometricamente famiglie di archi, quindi dovrete costruirlo con altri strumenti e poi importarlo in SAP. 

Il modo che vi suggeriamo è il seguente: partite dall'espressione analitica dell'arco (che otterrete una volta fissati la freccia, la luce ed un sistema di riferimento) ed inserite questa espressione su excel.

Excel vi consentirà di determinare le coordinate di quanti più punti vogliate appartenenti all'arco. Ed anche di costruire una colonna testo pronta per essere letta da AUTOCAD per la creazione di una polilinea.

Quindi inserite la polilinea su AUTOCAD, esplodetela e ponetela su di un layer di nome "frames". Esportatela in dxf e, dunque, aprite SAP.

Sap la leggerà come un insieme di travi rettilinee che messe di fila costituiscono l'arco, approssimando con una spezzata una linea curva.

Ora dovrete comunicare a SAP che l'oggetto è unico prima di iniziare la vostra analisi ad elementi finiti.

Effettuate un merge..

con un'adeguata tolleranza..

 

 

ovviamente, chi voglia saperne di più ed essere veramente operativo dovrà scaricarsi i file in download (preparati da Stefano Gabriele) e studiarseli.

Buon lavoro!

travi reticolari e Vierendeel

un ponte con le Vierendeel

cari ragazzi/e, vi allego una dispensina non mia, ma di un docente di un'altra università. Mi è piaciuta e l'ho caricata (dopo averla controllata). Tratta di travature reticolari e travi Vierendeel.

Qui di seguito ne troverete qualche esempio progettuale:

un primo esempio, essenziale, nel caso di un ponte lo trovate in alto.

Un secondo esempio, più barocco, ancora per un ponte, qui di seguito..

il terzo, un delirio di Vierendeel, in un edificio...

 

Ricordate che affinchè la Vierendeel funzioni bene, gli elementi verticali devono essere molto rigidi flessionalmente.. infatti, per un calcolo rapido della stessa, abbiamo utilizzato ( e lo troverete anche nella dispensina allegata) il modello shear type...

Buono studio!

 

 

 

 

E. Benvenuto (sulle costanti elastiche)

Ho sdoppiato file Benvenuto per consentirne la pubblicazione sul portale. La divisione è puramente strumentale e non concettuale.

Cenni di teoria della plasticità

Questa dispensa è stata scritta da Fabiana Riparbelli e contiene gli appunti di una mia lezione tenuta al corso di Scienza delle Costruzioni per la LM in Restauro nell'a.a. 2008/2009.

Contiene cenni di teoria della plasticità con qualche riferimento alla meccanica delle murature.

La parola plasticità è una parola molto utilizzata in vari contesti. Si parla di plasticità neuronale, per indicare una capacità di adattamento permanente delle nostre attività neuronali..

 

ma si definiscono plastiche tutte quelle forme che sembrano scolpite nella materia...

.. anche in meccanica la parola plasticità è piena di senso. Ha molto a che fare con le deformazioni permanenti e con la capacità di adattamento strutturale, oltre che con il collasso delle strutture...

Buona lettura, anzi.. buono studio!

R. Baldacci (sulle costanti elastiche)

 

vi allego un estratto dal libro di Baldacci
 

Dispensa SAP2000

 

 

In questo primo file ci sono i primi passi verso l'ultizzo di SAP2000

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